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“Questo non è tifo è bullismo”, l’amaro sfogo di Luca Grasso responsabile della Scuola Calcio Academy Real Ariano

2 min di lettura

Riceviamo e pubblichiamo

So di essere in una posizione scomoda. Faccio l’istruttore da anni e da due sono titolare di una scuola calcio. Proprio per questo so che spesso meno si parla e meglio è.
Ma su quello che è successo ieri (domenica 11 ottobre- ndr) non si può stare zitti.
Durante una partita Under 14 Regionale, dagli spalti alcuni ragazzi della stessa età dei giocatori in campo – molti dei quali fino a pochi mesi fa erano loro compagni – hanno passato la partita a insultare.
Non parliamo di sfottò calcistico.
Parliamo di offese sui morti, insulti pesanti, prese in giro sul fisico e attacchi personali sull’aspetto. Un ragazzo è stato chiamato ripetutamente “grasso” per umiliarlo e a un altro è stato rivolto “nero” come insulto per il colore della sua pelle.
Un episodio talmente grave che lo stesso arbitro ha sentito quanto veniva urlato dagli spalti e ha chiesto al ragazzo preso di mira se ritenesse opportuno sospendere la partita.
E non è finita qui: dagli spalti sono state lanciate anche lattine di bevande.
A questo punto non possiamo più parlare di semplice tifo acceso o di goliardia. Questo è bullismo, discriminazione e un comportamento che non dovrebbe trovare spazio né dentro né fuori da un campo di calcio.
La cosa che dovrebbe far riflettere ancora di più è che parliamo di ragazzini contro altri ragazzini.
A 13 o 14 anni certe parole possono fare molto male. Il calcio dovrebbe insegnare rispetto, amicizia, sacrificio e lealtà. Se dagli spalti insegniamo l’esatto contrario, abbiamo fallito tutti.
Mi auguro che le famiglie e chi ha un ruolo educativo non facciano finta di niente. Non basta insegnare a un ragazzo a calciare un pallone: bisogna insegnargli prima di tutto a rispettare gli altri, indipendentemente dal fisico, dall’aspetto o dal colore della pelle.
Ieri il risultato del campo è passato in secondo piano.
Perché davanti a certe scene non ha perso una squadra.
Ha perso il calcio.

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