Venerdì 23 ottobre ore 17,30
Museo Civico e della Ceramica (Via D’Afflitto, 7) di Ariano Irpino
“Ferdinando si era logorato intorno a un pensiero: è mai possibile dover toccare il fondo per capire che ci sia bisogno di umanità? Intanto la speranza di Ferdinando era ravvivata, grazie proprio a Lei, che seppure fosse un’astrazione dell’anima, comunque serviva a capire che un’anima Ferdinando ce l’aveva ancora”. Il protagonista di questa storia vera, è un giovane antifascista romano, che si è appena diplomato al liceo Tasso ed è iscritto al Partito d’Azione dal ’42, indotto dal senso della giustizia e della libertà, soprattutto dopo che della compagna di banco ebrea, bella e profumata di rose, un giorno improvvisamente non ha saputo più nulla, macchiata di una colpa non sua. Imprigionato dai fascisti, dopo la delazione di un compagno di scuola, viene trasferito nel forte di Pietralata, dove sta per essere fucilato il 23 gennaio del ’44, quando si diffonde la notizia dello sbarco degli Alleati, le sirene suonano incessantemente, si temono i bombardamenti, cominciano le diserzioni, vengono aperte le celle e si urla ai prigionieri di dirigersi ai rifugi. Grazie alla situazione convulsa, Ferdinando riuscirà a scappare, ma un mese e mezzo dopo, mentre tenta di recarsi a casa sua, i tedeschi lo bloccano e lo deportano insieme ad altri giovani antifascisti, dopo un viaggio angusto in una camionetta, a La Spezia, in un esercito di leva creato dal governo fascista di Salò. Sarà l’occasione per entrare finalmente in contatto con la Resistenza. Questo avvincente racconto, non è solo la narrazione – testimonianza della vicenda e della giovinezza negata di Ferdinando De Leoni, che l’Autore ha conosciuto, ma anche un puntuale percorso nella Storia, con le leggi razziali, il modus operandi e vivendi del fascismo e del nazismo, l’armistizio, l’attentato di Via Rasella e le sue tragiche conseguenze, le lotte di Resistenza. È una storia che ruota sulla barbarie della guerra, sul coraggio, sui diritti negati, sulla dignità, sulla capacità di scegliere da che parte stare e di comprendere il passato, per costruire un futuro degno di essere vissuto. Di questo ed altro, si parlerà con l’Autore, Vincenzo Calò, dirigente nazionale e coordinatore dell’Area Sud dell’ANPI; Giovanni Capobianco, Presidente dell’ANPI Provinciale di Avellino; Floriana Mastandrea, Presidente della Sezione ANPI Ariano Valle – Ufita. Interverrà il sindaco di Ariano Irpino, dottor Mario Ferrante. Promosso dall’ANPI, l’evento è patrocinato dal Comune di Ariano Irpino
La popolazione è invitata
