La nuova amministrazione comunale di Ariano Irpino ha intenzione di non continuare col consumo di suolo e di cercare di soddisfare le esigenze di case comunali con affitti calmierati per i meno abbienti, utilizzando gli immobili non abitati del centro storico. Mi sembra che la proposta possa essere condivisibile, se dalle parole si cominciasse a proseguire con i fatti. Nel centro storico ci sono molte case fatiscenti e il Comune potrebbe iniziare proprio da quelle, ingiungendo ai proprietari di intervenire per risanare i propri immobili. Nel caso in cui i legittimi proprietari non si riuscissero a rintracciare, il Comune ha facoltà di requisire gli immobili e utilizzarli per l’interesse collettivo. L’amministrazione comunale si può sostituire ai proprietari inadempienti per motivi di incolumità pubblica, di igiene e di estetica cittadina e mandare il conto dei lavori ai proprietari. Specialmente in Corso Vittorio Emanuele, abbondano immobili fatiscenti, pericolosi e transennati: perché non demolirli per farne parcheggi e spazi verdi? Mi preme segnalare che in pieno centro storico, nei pressi del Museo della ceramica e del Museo Diocesano, tra Via Annunziata e Vico I Annunziata, è ubicato un immobile fatiscente di più piani, appartenente a diversi proprietari e a quanto si dice, parzialmente di proprietà comunale, che ha tutte le caratteristiche per essere risanato. Quell’edificio ha le finestre spalancate, i balconi pericolanti, la parietaria che cresce abbondante creando problemi agli allergici che abitano nei paraggi o che vi passano davanti, è foriero di sporcizia. Inoltre, ogni volta che piove, da lì cadono intonaci, calcinacci e pietre. Vi è persino una vecchia persiana in legno appesa per un solo cardine, che penzola pericolosamente nel vuoto. Anche nella mattinata dell’8 ottobre, durante la pioggia sono cadute pietre: se il Comune non interviene tempestivamente, si teme che qualcuno prima o poi si farà male.
Aleandro Longhi
Coordinatore Comitato SAT (Salute, Ambiente, Territorio)
