Per la realizzazione della Stazione Hirpinia (tratta Apice-Orsara della Napoli-Bari), RFI ha previsto ingenti quote di ristoro per i territori interessati, con somme complessive stimabili in circa 200 milioni di euro destinate alle amministrazioni locali. In questo quadro, il Comitato Tutelare Stratola, ha chiesto all’attuale amministrazione dove siano finite le quote di ristoro previste. Di seguito il comunicato stampa integrale del Comitato:
Il Comitato Tutelare Stratola, composto da cittadini residenti in varie contrade di Ariano, si è costituito nel marzo del 2023 allo scopo (fra gli altri) di “promuovere la difesa e la salvaguardia del territorio e dell’ambiente del comune di Ariano Irpino con particolare riferimento, ma non solo, a quello delle Contrade TURCO, STRATOLA, PARAGANO, TESORO, PIGNATARO, SANTA REGINA, PIANOTAVERNA, VASCAVINO e strade che le attraversano”.
In Contrada STRATOLA è sorto nel 2020 il cantiere per la realizzazione della FINESTRA 1 DELL’ALTA VELOCITA’ NA/BA, TRATTO HIRPINIA-ORSARA, OPERA STRATEGICA DI INTERESSE NAZIONALE.
L’importante cantiere è situato in una valle e l’unica strada di collegamento per accedervi è rappresentata da una strada comunale che parte dalla SS 90, in Contrada Turco, e si collega alla Provinciale 10 in Contrada Paragano, e conduce (unico collegamento viario) a varie contrade di Ariano (quelle sopra elencate).
Tale viabilità di accesso al previsto cantiere venne dichiarata (Consiglio Comunale del 31.7.2019 e Conferenza Servizi del 5.8.2019), “del tutto inadeguata per un traffico intenso di mezzi pesanti”
Ciò venne ulteriormente rappresentato al Consorzio Hirpinia-Orsara, alla Italferr ed alla RFI, dal Comune di Ariano il 1° di marzo 2023 che ribadì: “l’intera viabilità comunale interessata non presenta le caratteristiche dimensionali, tecniche e costruttive (larghezza stradale, pendenze, fondazioni stradali) idonee per garantire la percorrenza da parte di mezzi pesanti ed autoarticolati in adeguate condizioni di sicurezza”.
Nella stessa nota (prot. 5230 del 1° marzo 2023) il Comune, nella persona del Dirigente dell’Area Tecnica Arch. Giancarlo Corsano, comunicava ai destinatari anzidetti (Consorzio HIRPINIA-ORSARA, ITALFERR ed RFI) che “per permettere la percorrenza della viabilità in condizione di ragionevole sicurezza da parte dei mezzi di cantiere e con interferenze minime con il traffico locale, si ritiene assolutamente necessario provvedere:
– ad una sistemazione definitiva dei tratti stradali interessati dal transito, già segnati da problematiche di smottamenti, nonché alla regimentazione delle acque meteoriche legate anche alla fragilità geologica del territorio”;
– “alla realizzazione di una rifunzionalizzazione dei tratti stradali interessati adeguandoli alle caratteristiche costruttive e geometriche stabilite dal Nuovo Codice della Strada”;
– “all’installazione di un idoneo impianto di illuminazione”;
– “alla previsione di misure di mitigazione e riduzione del pericolo sull’intersezioni tra la S.S. 90 e Via Stratola, nonché tra la S.S. 90 e la S.P. 10, mediante opere che migliorano la sicurezza (canalizzazione, rotatorie) ed installazione di adeguata segnaletica verticale ed orizzontale”; -“all’installazione di adeguata segnaletica stradale per il cantiere su tutti i tratti stradali interessati
dal traffico pesante di cantiere”.
Nonostante nulla di ciò venisse realizzato il cantiere venne avviato ugualmente ed attualmente è condotto senza che nessuna delle PRESCRIZIONI sopra riportate sia stata rispettata.
Allo stato attuale centinaia di camion “4 ASSI” al mese, dal peso di circa 300 QUINTALI ognuno, di LARGHEZZA tale da occupare quasi l’intera carreggiata, transitano in entrata ed uscita dal cantiere, inerpicandosi a suon di clacson (per bloccare le auto in senso contrario perchè se si fermano difficilmente ripartono) per la ripida salita che dal cantiere porta alla Statale 90.
Gli abitanti delle otto Contrade citate SONO COSTRETTI CON LE LORO AUTO A SCANSARSI NELLE CUNETTE e NEI TERRENI accanto la strada per poter transitare, giacchè un camion ed un’autovettura occupano uno spazio maggiore della larghezza della strada, a rischio concreto, quindi, di ribaltarsi in qualche dirupo o scontrarsi con il camion di turno o rompere pneumatici, cerchi, giunti e sospensioni come troppo spesso accade.
Nelle dette Contrade, interamente zone agricole, sono situate numerose Aziende Agricole che transitano sulla strada in questione con i classici mezzi agricoli per la lavorazione dei terreni, (trattori, trebbiatrici, carrelli, camion e furgoni, ecc.). Mezzi di larghezza ben superiore ad una semplice autovettura: il problema di “incrociare” i grandi mezzi del cantiere sono quindi estremamente seri.
Nessuna regimentazione delle acque è stata nemmeno “accennata”; la strada presentava e presenta tuttora cunette intasate di erba, fango e detriti vari, con la conseguenza che le acque piovane invadono sistematicamente l’intera carreggiata incrementando la profondità e la larghezza delle tantissime “buche” e “canali” presenti sia nella sede stradale che ai suoi lati.
Lo scrivente Comitato si chiede e chiede a chi di competenza: come è stato possibile che si sia avviato un cantiere in siffatte condizioni e continui ancora oggi ad operare senza le “condizioni di sicurezza” richiamate dai Competenti Uffici del comune di Ariano e dallo stesso Consiglio Comunale già nel 2019 ?
Chi “risponde” se malauguratamente (vogliamo che non accada mai) un camion travolge qualche autovettura con dentro una delle centinaia di famiglie che transitano (obbligatoriamente non essendocene altre) su quella strada?
Una situazione, ci permettiamo di far osservare come cittadini, non da paese civile, né tantomeno accettabile e nemmeno giustificabile in presenza di un CANTIERE RIFERITO AD UN’OPERA DI INTERESSE NAZIONALE, condotto da GRANDI IMPRESE MULTINAZIONALI, (WE BUILT, PIZZAROTTI) che “vantano” costruzioni di grandi opere in tutto il mondo.
Chi doveva ed è tuttora tenuto a vigilare e controllare l’avvio e la conduzione del cantiere nel rispetto delle norme di sicurezza invocate e prescritte?
Chi doveva o deve assumere oggi i dovuti provvedimenti in presenza di evidenti pericoli per la pubblica incolumità ?
Il Comitato viene a conoscenza, leggendo i vari post “trionfalistici” sui social, che il Comune di Ariano ha ricevuto svariati MILIONI DI EURO per “ristori ambientali” legati alla realizzazione dei cantieri dell’Alta Velocità sul nostro territorio.
Ebbene come è possibile allora, se sono arrivati tanti soldi, che gli abitanti di OTTO INTERE CONTRADE di Ariano debbano convivere con una situazione assurda come sopra evidenziato?
Perchè non si è proceduto ai lavori PRESCRITTI dalla nostra stessa Amministrazione e dall’intero Consiglio Comunale?
Come sono stati impiegati i milioni di euro ricevuti dalle Ferrovie? Dove sono finiti?
Perchè una piccola parte (tanto bastava) non è stata utilizzata per l’esecuzione dei lavori già prescritti dallo stesso Consiglio Comunale nel 2019 prima che si avviasse il cantiere e non si è provveduto nemmeno a fare le manutenzioni necessarie?
Quali e quanti controlli sono stati effettuati al fine di verificare il rispetto delle autorizzazioni rilasciate dagli uffici comunali e delle normative contro l’inquinamento acustico, atmosferico, ambientali ed altri?
Il COMITATO TUTELARE STRATOLA rivolge, sommessamente, queste domande alla nostra Amministrazione:
- in primis al SINDACO ENRICO FRANZA;
- poi al VICE SINDACO CARMINE GRASSO ed al VICE SINDACO GRAZIA VALLONE;
- come anche ai nostri ASSESSORI ed in particolare fra essi all’Assessore all’Ambiente TONI LA BRACA, tenuto a vigilare su come viene portata avanti un’opera così impattante soprattutto dal punto di vista ambientale;
- infine all’assessore al bilancio che, ad avviso del Comitato, è garante di eventuali vincoli di destinazione delle risorse finanziarie incamerate dal Comune.
Il COMITATO, nonostante una costante e ripetuta attività, fin dalla sua costituzione, di segnalazioni e richieste all’Amministrazione di intervenire su tale situazione, non ha ad oggi, dopo anni, che ricevuto risposte dilatorie, fissazioni di incontri improduttivi, “progetti esecutivi” mai avviati dopo 2 anni e mezzo, sistematiche “promesse” di manutenzioni della strada mai mantenute “perchè (ogni volta) non ci stanno soldi” (allora dove sono finiti?).
Oggi, 15 aprile 2026, gli abitanti delle Contrade si aspettavano, dopo anni di discussioni e rinvii e un progetto già esecutivo “propinatoci”, possiamo oggi dire, quasi tre anni fa da parte della RFI e del Comune, si aspettavano di conoscere nell’incontro appositamente fissato e svoltosi, la data di inizio lavori per l’allargamento della strada in questione.
Al contrario, invece, al Comitato viene oggi comunicato da parte della ITALFERR, alla Presenza del SINDACO FRANZA, del DIRIGENTE DELL’AREA TECNICA e del COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE, che, verificati tutti gli atti a loro disposizione, i cittadini interessati “non hanno alcun diritto a vedersi realizzata la strada” e che “la ITALFERR non ha alcun obbligo a realizzarla”.
Un epilogo rivelatosi una vera e propria presa in giro per le migliaia di abitanti interessati.
Il COMITATO, pertanto, chiede rispettosamente, ma anche fermamente, all’Amministrazione Comunale, al Sindaco FRANZA, ai Vice Sindaci che si sono alternati nella carica ed agli assessori un riscontro urgentissimo a quanto sopra, facendo presente ancora una volta che i cittadini arianesi di OTTO CONTRADE da oltre 4 anni vivono una condizione di estrema precarietà ed insicurezza e non intendono continuare a farlo fino al 2031 (per ora), come sostenuto oggi dalla stessa Italferr con il PLACET del SINDACO FRANZA.
IL COMITATO TUTELARE STRATOLA
Il Presidente
Rag. Lorenzo Lo Conte
