“Mi vergogno di essere arianese. La cultura va rispettata e non calpestata, né servono contentini a chi da una vita fa enormi sacrifici per promuovere eventi culturali-teatrali nella mia città” – È l’amaro sfogo di Alessandro Pagliaro, imprenditore e direttore artistico dell’Associazione Yggdrasill, quando ha saputo che con delibera n. 180 del 4 agosto, il Comune di Ariano Irpino le ha assegnato un contributo di 1.000 euro, contro i 5.000 richiesti. Come ha scritto sui social l’avv. Mario Iuorio, consigliere di opposizione (Ariano Sa Fare!): “Penalizzare un progetto culturale gratuito e di respiro nazionale, è l’ennesima dimostrazione di una visione miope che, in questa Amministrazione di centrodestra, continua a subordinare cultura e informazione a logiche di corto respiro. Ridurre a 1.000 € il sostegno al Premio Teatrale Città di Ariano Irpino, significa rinunciare a un’opportunità di crescita per il territorio. Purtroppo conferma un limite storico e si registra la poca attenzione alla cultura e all’informazione come leve di sviluppo e di comunità”. Ci siamo fatti raccontare da Alessandro come si sono svolti i fatti. “Avevo inviato una prima proposta via Pec, a cavallo tra la fine della vecchia e l’inizio della nuova amministrazione, a cui per essere certo che la ricevesse, l’ho inviata di nuovo dopo l’insediamento. A giugno inoltrato, una persona esterna all’amministrazione (mi sono chiesto cosa c’entrasse) mi ha convocato ad una riunione prevista per il 25, alla quale, oltre al vicesindaco e assessore alla Cultura, Puopolo, erano presenti quasi tutte le associazioni del territorio: in seguito si sarebbe aggiunto anche il sindaco. La consigliera Gambacorta ci ha fatto firmare un foglio in bianco attestante le nostre presenze. In un caos generale in cui molti si sovrapponevano con le voci, è stato detto che c’erano pochi soldi a disposizione e che non si sarebbero seguiti i criteri della vecchia amministrazione, che per un’unica serata aveva speso ben 100 mila euro, ma ci sarebbe stata una più equa distribuzione delle risorse. T𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Oggi, leggendo gli atti, constatiamo che quelle rassicurazioni sono rimaste solo parole. Non crediamo che il nostro progetto sia stato realmente letto, approfondito e valutato. Ho saputo, mi si comprenda bene, lo dico a mero titolo di cronaca e senza voler entrare nel merito delle loro attività, che associazioni che possono vendere i loro prodotti (pizza, birra, concerti, etc.), hanno ottenuto contributi per almeno 5.000 €, mentre noi che proponiamo un evento gratuito di rilievo nazionale, per il quale a malapena riusciamo a coprire le spese, riceviamo un contributo ridicolo. Non siamo contro le altre manifestazioni. Anzi, siamo felici che il cartellone estivo sia ricco e variegato, ma c𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨. 𝑪𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒂𝒍𝒑𝒆𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊, 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒕𝒊 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊 e per questo ci vediamo costretti a ritirare l’evento 𝒅𝒂𝒍 𝒄𝒂𝒓𝒕𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑬𝒔𝒕𝒂𝒕𝒆 𝑨𝒓𝒊𝒂𝒏𝒆𝒔𝒆 2026. 𝐂𝐨𝐧 𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚 𝐢𝐫𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝟏.𝟎𝟎𝟎 € 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 ‘𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞‘ 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐨𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢. 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐫𝐜𝐢, 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨, 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. 𝘍𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘵𝘦𝘢𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘢 𝘢𝘯𝘯𝘪. Noi facciamo vera cultura. 𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘭𝘵𝘪 𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰𝘴𝘪 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪, 𝘵𝘳𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘚𝘢𝘷𝘪𝘨𝘯𝘢𝘯𝘰 𝘐𝘳𝘱𝘪𝘯𝘰 𝘦 𝘈𝘨𝘳𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪, 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢 𝘔𝘪𝘳𝘢𝘣𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘌𝘤𝘭𝘢𝘯𝘰, 𝘢 𝘔𝘰𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘢, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘪𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 è 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘶𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦. 𝘍𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘢 𝘔𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘪𝘭𝘦𝘵𝘵𝘰, 𝘈𝘷𝘦𝘭𝘭𝘢, 𝘉𝘦𝘯𝘦𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰. 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐚. La decisione ci addolora ancora di più, se si considera che numerose compagnie teatrali provenienti da tutta Italia, avevano formalizzato la propria iscrizione al Premio. A loro va il nostro grazie e il nostro impegno. Il ritiro dal cartellone non significa la fine del progetto. Valuteremo concretamente la possibilità di trasferirlo in un’altra città, degna di legare il proprio nome a questa manifestazione e capace di credere davvero nella cultura. 𝐶ℎ𝑖𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑙 𝑆𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑜, 𝑎𝑙𝑙‘𝐴𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑎𝑙𝑙‘A𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑒𝑟𝑖 𝑠𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑑𝑜𝑡𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙‘𝑎𝑠𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑖 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎé 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑑𝑜”. Dai social è arrivata a Pagliaro la solidarietà di molti e l’offerta di aiuto a portare avanti la manifestazione, magari pagando un biglietto: una possibilità da prendere in considerazione per dare un sostegno concreto alla sua realizzazione nella propria città d’origine.
Floriana Mastandrea
